Stante usarlo come strumento quando necessario e consci delle conseguenze, la parte forse più importante, come technical leader, è quello di
trasmettere al business il ruolo che esso ha a livello di impatti e, quindi, la necessità di intervenire per “ripagarlo”.
Per farlo, serve abbandonare l’aspetto
meramente tecnico e considerare anche altri punti di vista.
Vediamone alcuni:
- Cambio del linguaggio: refactoring, qualità del codice sono concetti poco chiari e interessanti per il business. Meglio parlare di “mitigazione del rischio”, degli “interessi passivi” su nuovi sviluppi (“le nuove feature costeranno il 30% in più se non sistemiamo…”) o degli impatti sul “time to market”.
- Rallentamento: ogni ora spesa a gestire un sistema fragile è un’ora persa per innovare, quindi un freno alla crescita e, di conseguenza, più costi per fare meno lavoro.
- Retention: a nessun sviluppatore piace lavorare su sistemi pieni di debito, in cui ogni cosa è più complicata di quello che dovrebbe e questo può avere impatti sul turnover.
- Incertezza: il debito tecnico rende il fare stime ancora più difficile e questo complica anche il business, che non può pianificare come potrebbe.
Inoltre, integrare anche con
dati numerici (velocity, validità stime, tasso di retention, ecc) aiuta molto a visualizzare gli impatti e prendere decisioni a riguardo.